Carenza farmaco ONGENTIS

L’AIFA (Agenzia Italiana per il farmaco) aggiorna e pubblica costantemente sul portale istituzionale una Lista dei farmaci temporaneamente carenti che contiene le seguenti informazioni:

  • nome commerciale del farmaco carente, principio attivo, forma farmaceutica, confezione e nominativo dell’Azienda titolare dell’AIC;
  • data di inizio e di presunta conclusione della carenza;
  • esistenza o meno di alternativa terapeutica;
  • motivazioni che hanno determinato la carenza;
  • suggerimenti e/o provvedimenti adottati dall’AIFA.

Relativamente al farmaco Ongentys (principio attivo Opicapone) – 50 mg, capsule rigide, 30 capsule – viene riportato che è carente per problemi produttivi dal 6 novembre u.s. e ritornerà ad essere disponibile presumibilmente dal 15 gennaio 2020.

Per chi ne fosse sprovvisto, non essendo previsto un farmaco equivalente, viene suggerito di rivolgersi prontamente al medico specialista, Neurologo di fiducia, che prescriverà una terapia alternativa fintanto che permane la carenza del farmaco.

Giornata Nazionale Parkinson 2019

Sabato 30 novembre 2019 INFO POINT di As.P.I. Odv di Varese presso le seguenti strutture di cura e riabilitazione:

  • Ospedale L. Galmarini di Tradate – ASST SETTE LAGHI di Varese – dalle 09.30 alle 12.00 Incontro conoscitivo sulla malattia di parkinson, aperto alla cittadinanza, con presenza del neurologo dott. Davide Uccellini
  • Casa di cura Le Terrazze di Cunardo – Seminario dalle 9.30 alle 12.30 (piano terra), dal titolo “Il valore aggiunto dell’arteterapia nella riabilitazione specialistica della malattia di Parkinson.”
  • Fondazione Gaetano e Piera Borghi di Brebbia – Seminario dal titolo “Alimentazione e Malattia di Parkinson: evidenze cliniche e consigli pratici” dalle 10.00 alle 12.00 c/o la la Sala Polifunzionale (piano 0 della struttura)

Sabato 30 novembre 2019 ore 20.30 Concerto di musica classica per ricordare la Prof.ssa Emilia Martignoni – Salone Estense del Comune di Varese –  Ingresso libero

Interpreti: M° Guido Rimonda (Violino), G.M. Rimonda (Violino) e L. Cavalleri (Piano).
(in collaborazione con il Comune di Varese e con il patrocinio di Università degli Studi dell’Insubria di Varese, della ASST Sette Laghi Polo Universitario e degli istituti di riabilitazione Fondazione Gaetano e Piera Borghi di Brebbia e Casa di Cura Le Terrazze di Cunardo.

Liberi! n.63

Il farmaco “SINEMET” prezioso come l’oro. Anzi di più.

Esami di coscienza e penosi atti di forza

di Margherita Uslenghi

Non sono problematiche di poco conto quelle che hanno affrontato e stanno dibattendo le famiglie dei 450 mila pazienti italiani affetti da malattia di Parkinson. Sta facendo ancora discutere la brutta storia del farmaco Sinemet. Reso raro come il tartufo, a primavera divenne introvabile nelle farmacie italiane come un diamante scomparso. Purtroppo, in Italia, non vi è un generico di Levodopa/Carbidopa che è invece presente all’estero. A metà primavera quindi ad inizio estate viene imposto dall’Aifa (agenzia italiana del farmaco) il proprio ritorno a disposizione delle persone che ne sono, purtroppo dipendenti. Ritorno imposto in Italia da un veto coercitivo ed allarmante riportato anche sulla gazzetta ufficiale: impossibilità ad esportare il farmaco da parte della Casa produttrice non prima di aver rifornito adeguatamente le farmacie italiane. Un caso davvero preoccupante e singolare, sul quale ci sarebbe da ironizzare se non fosse invece da prendere di petto con rigore e durezza, giacché la levodopa/carbidopa contenuta nel Sinemet è l’elemento essenziale per molti dei nostri amici parkinsoniani (alcuni nostri lettori ne assumono 7/10 compresse al giorno). Tutto ebbe inizio nel marzo 2019, da quando il farmaco cominciò a scarseggiare sugli scaffali delle farmacie. Ci riferiamo al Sinemet 100+25 giallo e a quello 250+25 azzurro, prodotto dalla Merk Sharp Dome. Alcuni medici neurologi parkinsonologhi come il responsabile dell’Ambulatorio Parkinson dell’Ospedale di Varese, dott. Giulio Riboldazzi, hanno prescritto sostituzioni temporanee del Sinemet a pronto a rilascio con assunzioni personalizzate e ben calibrate del Madopar ecc., ma non tutte le persone affette dal Parkinson hanno reazioni identiche e poi anche il Madopar è divenuto raro sui banconi farmaceutici. Si tratta comunque di soluzioni provvisorie a situazioni allarmanti, non siamo in una cucina dove in caso di mancanza del sale sulla carne ci prodighiamo nell’aumentare il carico di erbe aromatiche. La gente chiede di poter proseguire ad assumere il farmaco che ha sempre preso con f iducia. La malattia di Parkinson non è una cosuccia, le modifiche terapeutiche le fa il medico. Non si può cambiare un farmaco a decine di migliaia di persone con istruzioni via internet.  Suvvia, siamo seri…

LIBERI! N.63