La mia esperienza con la DuoDopa di Marfisa Sbragia

Marfisa racconta la su esperienza con la malattia e con la tecnica dell’infusione intestinale continua di levodopa/carbidopa in gel (DuoDopa) . Nell’articolo è possibile leggere la sua esperienza prima e dopo l’utilizzo della suddetta tecnica

Il suo commento finale: ho recuperato in stabilità motoria, viso vispo e competenze cognitive.


L‘esperienza di Mario
Mario Pennisi è stato uno dei fondatori dell’Associazione Parkinson Insubria e da allora si è sempre impegnato per aiutare, organizzare, far progredire questa associazione. Qui racconta la sua esperienza come familiare di una persona ammalata .

Il suo commento finale: la malattia di Parkinson investe tutti i componenti della famiglia, specialmente il familiare coinvolto nell’assistenza, poiché dovrà, più degli altri, adattarsi alla nuova situazione.


L’esperienza di Dolly con l’associazione

Dolly ha frequentato l’associazione per tanti anni insieme al marito Enzo. Anche adesso che il marito ci ha lasciato continua a frequentare l’associazione che per lei è diventata come una famiglia. Qui racconta la sua esperienza in un’intervista rilasciata a Novembre 2022.

Il suo commento finale : La magia dell’incontro: per noi trovare degli amici è stato terapeutico.


La Testimonianza di Maria

Come mettere i freni al Parkinson

Maria è un’associata a cui è stato diagnosticato il Parkinson. Ma Maria non si è lasciata intimorire, non si è chiusa in se stessa, anzi, ha deciso di dare qualità alla sua “nuova vita” ed in questa intervista avvenuta nel 2022 descrive la sua giornata per essere di aiuto e incoraggiamento a chi riceve la diagnosi di malattia di Parkinson.

Il suo commento finale: ho una vita sociale piena e intensa, e vista la varietà e la qualità della “nuova vita”, direi che ne vale proprio la pena.


La Testimonianza di Edy Paroni Pennisi

Edy Paroni Pennisi è stata una delle fondatrici dell’associazione e le fu diagnosticata la malattia di Parkinson nel lontano 1986 quando ancora di questa malattia si sapeva pochissimo. Naturalmente come accade a molti ancora adesso, ma specialmente allora quando non c’erano molti medicinali e molte speranze, fu presa dallo sconforto tanto da pensare in un primo momento che non valeva la pena vivere così. Di seguito viene riportato lo stralcio di un’intervista rilasciata in occasione dell’incontro scientifico sulla malattia di Parkinson tenutosi alle Ville Ponti di Varese il 24 maggio 1997 quando ormai aveva superato il primo sconforto e aveva deciso di godere ogni momento della sua vita.

Il suo commento finale: Vale la pena vivere così? Sì, ne vale la pena, perchè questa vita conquistata con rabbia ed assaporata, centellinata in ogni minuto, ti insegna a conoscere i valori reali dell’esistenza.